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"Così la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di CRISTO." Romani 10:17 | contattaci 011280304 torna a studi |
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SALMO 27 Il salmista Davide ci dà alcuni spunti
di riflessione, che sono il frullo delle sue esperienze e che possono essere
benissimo applicati a noi, credenti del 20" secolo (e tra poco del 21°).
Leggiamo allora il Salmo 27:
Analizzando questa composizione di
Davide, possiamo subito notare che essa è suddivisa in 4 strofe: 1) Versetti 1-3 - L'Eterno è luce, salvezza, baluardo. 2) Versetti 4-6 - Il salmista chiede e ricerca la dimora del' Eterno per
compiere qualcosa. 3) Versetti 7-10 - lì Signore risponde, e accoglie chi Io ricerca. 4) Versetti 11-14 - Il Signore insegna e guida; quindi occorre sperare nell'Eterno. Vediamo un po' più a fondo i pensieri di
Davide in questa composizione. Nella 1' parte egli definisce Dio come
luce e come salvezza. Anche noi possiamo esprimerci nello stesso modo: un
giorno nella nostra vita è entrata una gran luce (lsaia 9). Ricordiamo Paolo,
il cieco nato e tanti altri…. e dopo? Dopo abbiamo ottenuto la salvezza, un
dono che non meritavamo, ma che il Signore ci ha dato in virtù del suo amore. Non solo, ma Dio ci guida e ci
custodisce: Davide dice che è lì nostro "baluardo", il baluardo della
nostra vita. Ricordiamo il significato di questa parola: è una costruzione poderosa e
fortificata per respingere gli attacchi dei nemici, pressoché invalicabile e
inaccessibile. Ma se Dio è il nostro baluardo, noi che
siamo suoi figli, non abbiamo più timori o paure di sorta, anche di fronte alle
più gravi avversità. "Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi ?"
dirà secoli più tardi l'apostolo Paolo scrivendo ai Romani. E possiamo dire ancora noi oggi come il
salmista: "il mio cuore non avrebbe paura" e "anche allora sarei
fiducioso". E'
importante questa fiducia nel Signore: nei momenti difficili essa ci dà la
forza di proseguire e di essere saldi. Nella nostra vita abbiamo tutti avuto
dei periodi difficili, forse li avremo ancora; ma abbiamo una difesa formidabile:
la fiducia nel Signore. Ricordiamolo: si forse è importante aver fiducia in se
stessi, o nelle persone che ci vogliono bene, ma tutto ciò conta relativamente.
La fiducia più importante è quella
riposta nell'Eterno: ecco un meraviglioso proponimento per il futuro che ci attende! Nella 2" parte il Salmista fa una
richiesta al Signore: non tante richieste come siamo abituati forse a fare noi,
ma una sola, estremamente importante: Davide chiede e ricerca di dimorare con
l'Eterno, nella "sua casa", dice, tutti i giorni della sua vita.
Chiede e ricerca: è importante, perché noi a volte chiediamo senza ricercare e
non otteniamo nulla. Ma cosa significa "ricercare"
? ("Chiedere" è facile da comprendere come significato). Si ricerca
qualcosa quando si è sicuri della sua esistenza e della possibilità di trovarla.
Se non esistesse questa convinzione, certamente non si ricercherebbe. Ma come
si chiama questa convinzione se non fede? Davide chiede e ricerca di dimorare
nella casa dell'Eterno tutti i giorni della sua vita. Ecco come dovrebbe essere
l’esistenza di un figlio di Dio: tutti i giorni, senza intervalli, senza pause,
senza interruzioni. La Scrittura ci insegna che tutti i più
grandi uomini di Dio erano completamente e in ogni momento alle complete dipendenze
del Signore; essi veramente "dimoravano" nella casa dell'Eterno tutti
i giorni della loro vita. E noi? Che sia questo uno dei nostri
obiettivi. Davide però non si ferma a questa richiesta
e a questa ricerca: egli vuole dimorare tutti i giorni col Signore per fare
qualcosa: 1°- Ammirare la bellezza dell' Eterno. 2° - Meditare nel suo tempio. E noi credenti che siamo radunati, non
abbiamo gli stessi scopi? Anche noi ammiriamo l'Eterno per quanto ha fatto per
noi, e lo lodiamo. Anche noi nel raccoglimento di adorazione
profonda pensiamo e "meditiamo" su quanto abbiamo ricevuto da Lui. Possa essere questo il nostro
atteggiamento principale, non solo una volta alla settimana, ma, come Davide,
tutti i giorni della nostra vita. Questo atteggiamento, se è sincero,
naturalmente sarà premiato; così dice il salmista. Qual è il premio?" La
"custodia" del Signore. In un altro Salmo si legge: "Chi dimora
nel ritiro dell'Altissimo, alberga all'ombra dell'Onnipotente". Nel salmo
che stiamo meditando Davide dice che si sente protetto e custodito dal Signore,
il quale lo "nasconderà" nei giorni dell'avversità, lo occulterà, lo
metterà in alto al sicuro sopra una roccia inaccessibile….. Fratelli, il Signore può fare questo per
noi se noi lo ricerchiamo per dimorare con Lui e per lodarlo: che bella
promessa! Davide già pregusta questa sua posizione di sicurezza, e allora
prorompe in espressioni di allegrezza: "Offrirò sacrifici con giubilo,
canterò e salmeggerò all'Eterno". Sia questo anche il nostro
atteggiamento! Nella 3'" parte il Salmista denuncia
pienamente i pensieri che lo assalgono. La sua figura è estremamente umana e
simile alla nostra. In queste parole lo sentiamo molto vicino a noi.... La sua
è una preghiera molto intensa e molto commovente: quante volte nella nostra
vita, in particolari circostanze ci siamo espressi nello stesso modo verso il
Signore? Ci sentivamo come Davide, piccoli, indifesi, sopraffatti dalle avversità
e dalle prove "Oh, Eterno, ascolta
la mia voce, ... abbi pietà di me e rispondimi !" e poi ancora: "non
mi lasciare, non mi abbandonare, o Dio della mia salvezza i" Notiamo però che non è la preghiera di
un disperato, di uno che è sconvolto, ma è piuttosto la preghiera di chi è nel
pieno della prova ed allora si rivolge con tutte le sue forze al Signore, unica
ancora di salvezza, unico appiglio nel vortice delle avversità. In questo grido
verso l'Eterno, in questa suprema invocazione è bello l'atteggiamento del salmista:
"lo cerco la tua faccia, o Eterno", quasi come colui che richiede un
cenno, uno sguardo di amorevole comprensione. Forse con questi pensieri si espresse il
poeta di uno dei cantici della nostra raccolta 'Verso me volgi il tuo volto…..” Ma c'è di più: Davide dimostra chiaramente la sua fede, ed è
un prezioso esempio per noi, quando dice: "Quando mio padre e mia madre mi
avessero abbandonato, pure l'Eterno mi accoglierà!”. Quale fiducia! L'Eterno ci
accoglie come il padre attendeva il ritorno del figliuol prodigo. Possa essere questa la nostra fiducia
per il futuro: possiamo attraversare una prova, possiamo sentirci soli e abbandonati
nel nostro dolore: ma il Signore è con noi: Egli ci accoglierà, come dice Davide. Nell’ultima parte il salmista rivolge
un'altra preghiera all'Eterno:_"Insegnami la tua via" e “guidami per
un sentiero diritto”. Spesso non
facciamo questa richiesta al Signore, perché vogliamo seguire la nostra via, il
nostro pensiero, e non quello del Signore. A volte chiediamo all'Eterno di
aiutarci nella via che ci siamo proposti, e spesso l'Eterno non ci risponde. "Insegnami la tua via" dice
Davide e "guidami per un sentiero diritto” o di giustizia. Prendiamola come esempio questa preghiera:
essa significa riporre tutte le nostre cose alla volontà del Signore, perché
Lui solo può tracciare giustamente le vie, il futuro, i destini del Suoi figli,
e noi dobbiamo imparare da Lui queste cose. Non solo, ma Dio deve essere la nostra
guida tutti i giorni della nostra vita. E' veramente un buon modello di preghiera. E' meravigliosa la chiusura della composizione di Davide:
"Spera nell'Eterno. Sii forte, il
tuo cuore si rinfranchi; si, spera nell'Eterno !" Fratelli, sia quest’ultimo il nostro
versetto chiave nei nostri momenti difficili: la speranza nel Signore ci darà vigore
e franchezza, allontanerà ogni timore, perché il Signore è e sarà con noi ! Lodiamolo e adoriamolo: Egli è veramente
il Signore della nostra vita I Mario
Valente |