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"Così la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della Parola di CRISTO." Romani 10:17 | contattaci 011280304 torna a studi |
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LA PECCATRlCE E SIMONE IL FARISEO
Introduzione
Luca 7:36 a 50 …………………………….. Questo episodio, abbastanza conosciuto,
viene riportato solo da Luca. Avvenne in Galilea, ma la Parola non dice in
quale località. Certamente avvenne in un villaggio importante, quindi molto
probabilmente a Capernaum. Qui abitava un Fariseo facoltoso, di nome Simone.
Egli aveva dubbi e curiosità su Gesù che voleva soddisfare ad ogni costo. Non
sapeva cosa pensare di lui, aveva
visto alcuni suoi miracoli, ma non era del tutto convinto. Quindi, probabilmente dopo aver riflettuto un po' su quanto avrebbe
potuto fare, gli venne l'idea dì invitare Gesù a pranzo in casa sua, per
osservarlo meglio, per saperne un po' di più. L’ambiente del tempo
Era chiaro che il Fariseo sospettava dì
Gesù, e questo lo si nota dalla strana freddezza e dal poco rispetto per lui
con i quali accolse Gesù. Esattamente l’opposto, rispetto alle usanze di quel
tempo. Ma vediamo meglio i fatti e il contesto.
Intanto c'è da dire che in quel tempo in Oriente, durante le ore del pranzo, le
case delle persone abbienti erano aperte al pubblico. Mendicanti, mercanti e
curiosi erano liberi di entrare per parlare col padrone di casa e con i
convitati. Il pranzo si allestiva in un cortile
interno e i convitati stavano sdraiati, non seduti, intorno ad un tavolo basso;
quindi era facile accedere.... ai piedi delle persone che mangiavano. Prima del
pranzo esisteva tutta una serie di "convenevoli” tra il padrone di casa e
i suoi ospiti, il cui culmine era l’atto di lavare i piedi a chi veniva da
fuori. Era una forma di cortesia e di gentilezza nei riguardi dell’ospite. Torniamo al nostro episodio: Simone non
fece nessun gesto di cortesia nei riguardi di Gesù, e non gli diede dell'acqua
per i piedi. Già questo per quei tempi era una grande forma di villania. Poi, tra la folla che affollata la casa,
entrò anche la donna. Era una peccatrice, tristemente conosciuta da tutti gli
abitanti del paese per il suo “mestiere”.
Non entrò per chiedere o per parlare, ma per offrire e per piangere; e
questo è già un primo contrasto. La donna
peccatrice Simone, il Fariseo, quando vide in casa sua quella donna, e quando
vide che Gesù le dava retta si adombrò e il suo sdegno raggiunse il massimo. La donna quindi si avvicinò ai piedi di
Gesù. Ella aveva con sè un'anfora piena di un profumo molto costoso: si
trattava di olio di mirra. La sostanza principale di questo profumo era
un'essenza resinosa, che veniva poi opportunamente trattata. Era famosa non
solo per il suo costo, ma anche per certe sue proprietà medicamentose. Di
questo profumo si ungeva il sommo Sacerdote (Esodo 30:23); si profumavano le
donne di classe e i regnanti (Salmo 45:8). Abbiamo anche un cantico “I
vestimenti del Signor son mirra tutti intier..." che parla di questo
profumo. E che dire ancora: questa sostanza fu uno coi doni arie i magi d’Oriente portarono a Gesù quando nacque. E’
importante notare il pentimento della donna, perché ella usò
questo profumo di elevato valore, forse il più importante di cui si serviva per
i suoi fini peccaminosi, per offrirlo a Gesù come riverenza e umiliazione. Il pianto
Non confondiamo questa donna con Maria
di Betania (Marco 14). Quella era in Giudea, non aveva condotto quel tipo di
vita, e poi il profumo che aveva usato era il nardo schietto e non l'olio di
mirra come la peccatrice di Galilea di cui stiamo parlando. Quest' ultima non parla, ma piange. E
piange a dirotto, tanto che le lacrime che le sgorgano dagli occhi cadono sui
piedi di Gesù in misura così abbondante che questi risultano letteralmente
bagnati. Quelle lacrime sono più eloquenti di qualsiasi discorso, ed esprimono
i sentimenti della donna: dolore per la sua vita di peccato, ma forse anche di
gioia, perché si trovava ai piedi dì Gesù e il Maestro l'accettava, invece di
respingerla con disprezzo. L’umiltà
Ma c'è di più. I capelli della donna,
una delle caratteristiche di cui tutte le donne vanno orgogliose (basta notare
ancora oggi come vengono curati e quanto tempo è a loro dedicato), quei capelli
servono per asciugare i piedi del Signore. Rileviamo due cose: la prima è che
per compiere questo gesto la donna doveva necessariamente essere in ginocchio e
col capo chinato; la seconda è che i capelli dovessero essere sciolti, e a quel
tempo per una donna mostrarsi in pubblico con i capelli sciolti era il colmo
dell'umiliazione. Ma tutto l'atteggiamento della donna era di profonda.
accorata, sincera umiliazione. L’olio di mirra
E c’è ancora di più. Mentre era a terra
ella baciava ripetutamente i piedi del Signore. Oggi quest'atto non viene
certamente compreso, tanto più che si adopera come modo di dire per indicare
una posizione assurda e paradossale di sottomissione, "gli ha baciati i
piedi!" si dice. Ma
quella donna lo faceva davvero e non si curava della polvere e del fango
probabilmente esistenti sui piedi di Gesù. Allora venivano portati dei sandali
che a malapena coprivano la pianta del piede.... Ma la donna baciava quei piedi
ripetutamente e con effusione; e li profumava con l'olio di mirra che aveva con
sè. La figura di questa donna trasformata ci fa pensare; il suo atteggiamento
di umiltà, il profondo dolore e il pentimento espresso col pianto, il suo amore
per il Signore Gesù espresso con il profumo e con i suoi capelli usati come
asciugamani.... Ma non dovremmo somigliare un po’ a questa donna quando
adoriamo il Signore? Ella non parlò, fece. Spesso invece noi parliamo soltanto ! Simone
Ma c’è il rovescio della medaglia,
costituito da Simone il Fariseo. Intanto manifesta in cuor suo il sospetto che
Gesù non fosse ... nessuno, nemmeno un profeta. Questo perché, secondo lui,
Gesù non aveva capito di aver a che fare con una peccatrice. E poi la presenza
di quella donna in casa sua, simbolo e prototipo del "peccato", lo
irritava terribilmente. La parabola dei due debitori
Gesù, però sa ciò che il Fariseo ha in
cuor suo, e gli smentisce immediatamente i pensieri, raccontandogli la parabola
dei due debitori. Colpisce in questo racconto ciò che è detto al vers. 42
– “... non avendo di che pagare, egli
condonò il debito ad entrambi.”.... Ma non era questa la nostra condizione?
Noi non potevamo pagare il nostro debito, ma Cristo ha pagato per noi. E noi
non dovevamo solo 50 denari, come
il primo debitore, ma ne dovevamo....
5OO a causa del nostro peccato ! Ma il Fariseo non comprese completamente
la similitudine; rispose giustamente, è vero, alla domanda
"quale di loro l'amerà di più", perché la risposta era ovvia anche
secondo la logica umana; ma non andò
oltre. Tu non hai fatto!
Però il Signore Gesù gli volle dare una
lezione più profonda: gli additò la donna e gli espresse in parole molto chiare
il contrasto enorme esistente tra chi crede di essere dalla parte giusta e
pensa di essere "qualcuno", e chi invece si umilia e riconosce la sua
condizione. Ma non c’è da stupirsi: anche oggi
intorno a noi esistono questi contrasti. Quale posizione assumiamo? Gesù
esprime tre constatazioni a Simone, il Fariseo: - Sono venuto in casa tua e TU non mi
hai dato dell’acqua per lavarmi i piedi. Ma ELLA me li ha lavati con le sue
lacrime e me li ha asciugati con i suoi capelli. - Tu non mi hai dato neanche un bacio.
Ma ELLA, da quando è entrata, non
ha cessato di baciarmi i piedi. - TU non mi hai profumato il capo con
l'olio. Ma ELLA mi ha profumato i piedi con l'olio dl mirra. Il rimprovero
Queste parole sono un rimprovero duro
diretto a Simone. Un rimprovero al padrone di casa che aveva accolto Gesù con
sufficienza e distacco, per
non dire ambiguità e sospetto. Quelle usanze erano specifiche per chi ospitava,
e Simone le aveva volutamente omesse. E i credenti come accettano Gesù nella
loro vita? Tre volta Gesù apostrofa Simone
dicendogli "Tu non hai fatto...", e per tre volte Gesù addita a
Simone la donna peccatrice come esempio, proprio quella peccatrice indesiderata,
dicendo "Ma ella lo. ha fatto";
e non le competeva, non essendo la padrona di casa. La liberazione
Ma ella riceve da Cristo il dono più
grande: la liberazione. Il vers. 48 dice “I tuoi peccati sono perdonati” - la
tua fede ti ha salvato - Vattene in pace” Anche a noi un giorno il Signore disse
le stesse cose: Sei perdonato, la tua fede ti ha salvato, stai in pace. La fede
Notiamo ancora che Gesù sottolinea la
caratteristica forse meno appariscente della donna, ma, senza dubbio, la più
importante: la sua fede. E questo è importante anche per noi, perché è la fede
che ci sospinge, che ci fa operare, che ci induce alla lode e all’adorazione.
Chiediamo quindi al Signore: “Accrescici la fede!" L’esempio
La figura di questa donna, in contrasto
con quella di Simone, sia di esempio per noi. Ella si umilia, è ai piedi del
Signore e gli offre quanto aveva di più caro e più costoso: il suo profumo. Anche noi possiamo portare con umiltà
del profumo al Signore, perché le nostre preghiere giungono a Lui come un
“profumo soave”, così dice la Scrittura. Proprio come quell'olio di mirra. Possa essere questo il nostro
atteggiamento durante tutti i momenti della nostra vita. Conclusione
La donna = simbolo dei credenti: 1 – Il pianto: riconoscimento del
peccato e pentimento 2 – Inginocchiata ai piedi di Gesù:
adorazione 3 – I capelli usati come asciugamani:
umiliazione 4 – L’offerta dell’olio di mirra: il
servizio e l’offerta delle cose più care 5 – I baci: espressione di amore e di
riconoscenza 6 – Davanti a tutti: in una casa non
sua, la testimonianza Ciò che dà Gesù (vers. 48) 1 – Il perdono: I tuoi peccati sono
perdonati 2 – Il prodotto della fede: La tua fede
ti ha salvato 3 – La pace: Vattene in pace. Mario Valente
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